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Con
l'arrivo dei longobardi, l'Italia centrale era diventata il confine tra
i loro re e l'Impero di Bisanzio. per secoli tale confine passò appena
a sud del lago di Bolsena. Ciò che restava del
ducato bizantino di Roma cercò di trasformare la valle scoscesa del
Treia in un' insormontabile barriera di alture fortificate, ma nel VII
secolo essa divenne l'ampio campo di battaglia in cui i longobardi, e in
seguito i Franchi, dovevano riportare la vittoria. La Tuscia ne subì
tutte le conseguenze.
Inoltre,
dopo che gli Arabi si furono impadroniti della Sicilia, nel IX secolo, i
Saraceni cominciarono a compiere incursioni lungo le coste. Centumcellae
(Civitavecchia) fu distrutta nell'813 e i suoi abitanti dispersi;
la stessa Roma fu saccheggiata nell'846 e, nel secolo successivo, i
Saraceni giunsero a combattere per circa un trentennio intorno a Sutri e Nepi. Gli insediamenti quindi tendevano a ritirarsi verso l'interno e
verso le alture. Le popolazioni furono costrette a trasferirsi in luoghi
fortificati. Seguì così il periodo dell' incastellamento, nel
corso dei secoli X-XI: gli abitanti delle campagne, compresi quelli
delle ville si trasferirono quasi completamente all'interno di fortilizi
stabili. A volte si trattava di nuovi insediamenti, sempre in cima a
colline o a speroni di roccia, oppure di antichi centri etruschi. In
conseguenza all'incastellamento si verificò un notevole miglioramento
delle condizioni di vita, delle condizioni commerciali e sanitarie.
Per
l'anno 1000 l'Italia aveva ripreso a fiorire. Si erano stabiliti
nuovi traffici per mare con l'Impero d'Oriente e il mondo arabo.
Tecnologie e valute penetravano attraverso i navigatori, i costruttori
di navi e i mercanti. E le stesse crociate, a parte altre
considerazioni, favorirono il diffondersi di conoscenze tecniche e
denaro. L'autogoverno dei comuni si tradusse in un improvviso boom
edilizio, civile e religioso.
Fu
una delle età più fertili per la costruzione di chiese e lo fu
particolarmente nell'Alto Lazio (Tuscania,
Tarquinia, Viterbo, Montefiascone,
Bolsena).
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