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In alto: tomba rupestre della necropoli in località del Guado.

In Basso: colombari della stessa necropoli.

Intorno a Tuscania, per un raggio di un paio di chilometri, e anche di più, sono disseminate sepolture risalenti a tutta l'antichità; molte raccolte in necropoli, altre sparse senza apparente criterio, ma sicuramente legate alla città e all'acropoli quale suo centro. In taluni casi dovuti all'esistenza di insediamenti autonomi, per quanto piccoli e di breve durata. Le necropoli più importanti sono in prevalenza del tipo rupestre: quel tipo di sepolcri talvolta con ambizioni rudimentali che nell'Etruria interna come a Tuscania vennero scavati nelle pareti rocciose affacciate sui corsi d'acqua e realizzate lavorando la roccia fino a ottenere la facciata sporgente e il corpo più o meno separato dalla parete.

Tra le più importanti tombe di questo tipo, sia con banchine per la deposizione dei corpi (VII-VI sec. a.C.) oppure con sarcofagi (IV-II sec. a.C.) sono quelle delle necropoli in località Peschiera, con la tomba a forma di casa o dado; quella di Pian di Mola, con la Tomba con portico a semidado e la necropoli di Madonna dell'Olivo con la Grotta della Regina. Le tombe di Madonna dell' Olivo con quella vicina Vipinana di località Carcarello, sono semi-rupestri, del tipo con frontoni e sculture all'ingresso. Interessante e arcaica è la necropoli delle Scalette, lungo il fiume Marta. Importante, dal posto fascinoso, è anche la necropoli in località del Guado, presso il luogo dove la via Clodia scendeva ad attraversare il fiume Marta  prima di entrare in Tuscania. Non mancano altri tipi di sepolture, dai pozzetti per le arcaiche urne cinerarie, ai severi ipogei a piccola camera con pareti ogivali e ingresso nel soffitto, i pozzi con camera laterale, le semplici fosse singole o collettive e infine i colombari romani.


Testo tratto da "Tuscania guida ai monumenti" di Ennio Staccini 2000