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Seguendo
la consueta norma del conflitto internazionale, la Confederazione
etrusca cercò di allearsi con i vicini dei propri vicini, in
particolare con i Cartaginesi, che erano costantemente in guerra:
dapprima con i popoli della magna Grecia e poi con i Romani.
Ma
nel 474 a.C., i Greci di Siracusa inflissero una sconfitta decisiva alle
flotte alleate etrusche e cartaginesi, nei pressi di Cuma, e
conquistarono a loro volta l'egemonia sulle acque del mare intorno alla
penisola; al punto che gli etruschi dovettero man a mano ridursi a
commerciare solo nei porti dell'Adriatico e poi attraverso le Alpi. La
battaglia di Cuma segnò l'inizio del loro declino.Per la prima metà
del IV secolo si trovarono messi gravemente alle strette. Dal nord li
invadevano i Galli e dall'est i Sanniti.
Ma
la rovina finale doveva venir loro dai Romani , a partire dalla
conquista di Veio (396 a.C.). Dopo conquistarono anche Nepi e Sutri.
Veio era all'epoca più ricca e più grande di Roma, distante da essa
solo una ventina di chilometri.
All'inizio
i Romani non trattarono male i popoli sottomessi. Le vecchie famiglie
dei grandi proprietari dell' Etruria meridionale andarono a vivere a
Roma.
Ne
conseguirono una sorta di latifondismo schiavistico, la fine dei lavori
di irrigazione, un abbandono delle terre e un processo di spopolamento.
Tra
il IV e il II secolo l'Etruria settentrionale si venne a trovare in
condizioni migliori di quella meridionale poiché i Romani si
limitarono ad imporre dei patti che si potrebbero definire
"ineguali" e i proprietari terrieri rimasero nelle loro terre
d'origine.
La
cultura etrusca fu sempre trattata con benevolenza dai nuovi padroni. Il
popolo etrusco con la sua arte, la sua conoscenza per l'architettura e
per l'ingegneria si fuse con quello romano. Solo nel IV secolo d.C. Costantino, il primo degli imperatori cristiani,
la metterà al bando.
TUSCANIA
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