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In
alto: tomba a tumulo della necropoli del Guado; in basso: la Tomba del
Dado
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L'
arte degli etruschi ci è nota quasi ed esclusivamente dalle decorazioni
nelle tombe, migliaia delle quali- spesso raccolte in grandi necropoli o
"città dei morti"- sono state aperte, legalmente o
clandestinamente, con metodi scientifici o senza alcun riguardo.
Le
tombe potevano essere grosso modo di tre tipi: costruite alla maniera di
abitazioni, scavate direttamente nel terreno e in forma architettonica
sui fianchi dei dirupi. Queste ultime sono "architettoniche",
nel senso che ciò che resta da vedere, lo è in modo permanente. Sono
migliaia le tombe a facciata, spesso nascoste, scavate nelle pareti dei
burroni, nella parte orientale e pianeggiante dell' Etruria. Le tombe
rupestri abbondano in Asia Minore e nel vicino Oriente, ma in Italia si
trovano solo in Etruria e soprattutto nelle necropoli grandi e piccole
di Norchia, Blera, Castel
d'Asso, San Giuliano e tante altre.
Le
città sono, o erano, collegate da una rete di strade, alcune
delle quali scavate molto profondamente nel tufo (ad esempio la strada Signorino
che collega Viterbo a Vetralla). A volte le città furono
abitate anche nel Medio Evo, e poi abbandonate, come nel caso di Norchia. Poche sono ancora abitate e addirittura fiorenti, come Blera e
Tuscania.
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