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Fu
nell' arte della divinazione che essi dimostrarono una forte
originalità: dividevano il cielo in sedici settori e osservavano cosa
avvenisse al loro interno. Il volo degli uccelli, le stelle cadenti e i
fulmini erano la materia grezza della loro arte divinatoria. Ma si
servivano anche del fegato degli animali che, allo stesso modo del
cielo si poteva suddividere facilmente in settori.
La
principale differenza tra la società etrusca, da un lato, e quella
greca e romana, dall'altro, era nella posizione occupata dalle donne.
Nella società etrusca uomini e donne mangiavano insieme e, in occasioni
cerimoniali, le donne giacevano sul divano accanto al marito: esse
potevano recarsi nei luoghi pubblici assieme agli uomini, compreso il
teatro. Per queste ragioni, alcuni autori greci dell' epoca ritenevano
gli Etruschi lussuriosi, promiscui e sfrontati.
Con
i secoli VIII e VII a.C. l'economia e le precedenti forme di vita rurale
incominciarono a urbanizzarsi. Si costruirono strade e si sviluppò il
traffico su ruote, mentre le città crescevano, circondate da aree
agricole sempre più vaste, grazie ai lavori di drenaggio e di
irrigazione.
La
ricchezza creata con le attività commerciali favorì la formazione di
un'oligarchia di potenti famiglie, le stesse che troveremo a capo delle
principali città dell' Etruria meridionale come ad esempio Tarquinia,
Vulci e la stessa Tuscania.
Nei
centri urbani cominciò a svilupparsi una classe media di orientamento
più democratico che, tuttavia, non riuscì mai a raggiungere il potere.
Fu probabilmente a causa della nascita di questa classe media che, verso
il VI secolo, si cominciarono a creare delle colonie etrusche fuori
della stessa Etruria. Le principali città si raccolsero all'interno
della cosiddetta "Confederazione etrusca". I traffici si
svolgevano sia al loro interno sia con il mondo esterno: la Grecia, la
Sardegna, la Spagna, Cartagine e l'Egitto. Agli inizi gli Etruschi
esportavano soprattutto materia prime, in particolare metalli e minerali
e importavano prodotti lavorati. |