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Settecento
anni prima di Cristo, l' Alto Lazio era stato il centro della ricchezza e
della potenza della Confederazione etrusca: essa stessa, all'epoca, un
centro della civiltą europea.
Ricchezza
e potenza non si fondavano solo sull' ampiezza dei traffici commerciali
degli etruschi, ma anche sulla loro conoscenza e capacitą di
applicazione di tecnologia notevolmente avanzate, tra le quali il
controllo delle acque e delle irrigazioni in agricoltura.
La
loro civiltą fu distrutta dapprima dai romani, nei periodi della
Repubblica e dell'Impero; poi soppressa nella memoria dell'era cristiana
e infine cancellata dalla storia.
Nel
corso dei secoli X-VIII a.C., i Falisci, un popolo visto dagli storici
come una tribł a parte ma con una lingua simile al latino, tanto da
poter essere considerata quasi un dialetto, mantennero una propria
identitą abbastanza identificabile all'interno della propria area. Vi
sono tracce anche di un popolo immigrato dal nord e dedito alla nuova
pratica del seppellimento in urne, dette "villanoviane",
dal primo di questi cimiteri ad essere stato studiato.
La
presenza, in molte zone etrusche, di tombe villanoviane- scavate in
genere nella roccia, con vasellame e arredi funerari al loro interno-
sembra corrispondere pił a differenze di datazione che non culturali.
Il popolo dei Falisci viene ben presto travolto dall'espansione della
cultura etrusca e il termine "villanoviano", a sua volta, č
stato assunto in forma via via crescente come sinonimo di "protoetrusco".
Gli
Etruschi si chiamavano, nella propria lingua, Rasna che potrebbe
significare semplicemente "popolo". Erano agricoltori,
pescatori, minatori e fabbri, non molto diversamente dagli altri popoli
mediterranei, fin quando, nel secolo VIII a.C., non incontrarono i primi
coloni greci in Italia. Fu con loro che gli Etruschi iniziarono
un'attivitą commerciale e da loro impararono a scrivere. La loro
religione era politeistica, come quella dei Greci e dei Romani. AVANTI |
TUSCANIA
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