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La
felice posizione topografica, tra il mare, il lago
di Bolsena e le regioni interne,
fecero di Tuscania una delle maggiori città della lucumonia
di Tarquinia. Il centro abitato
era sul colle di S.Pietro dominante il fiume Marta;
numerosi piccoli villaggi l'attorniavano dando origine ad altrettante
necropoli.
La
sua storia si snoda dalla fine del VIII sec. a.C. all' Impero Romano con
una maggiore floridezza prima nel corso del VI e successivamente nel
IV-III sec. a.C. quando sfruttando ancora le possibilità commerciali
offerte dal passaggio della consolare Clodia, potenzia l'agricoltura e
diviene centro di botteghe artigiane per la
produzione
di sarcofagi figurati in nenfro e in terracotta.
Scarsi i resti archeologici del periodo etrusco sul colle di
S. Pietro: oltre una intricata serie di cunicoli, pozzi e cisterne solo avanzi di mura massicce in conci di tufo.
Numerose
e ricche di monumenti le necropoli sempre di tipo rupestre con tombe,
anche a più ambienti, scolpite e decorate nel VI secolo, con grandi
ipogei gentilizi colmi di sarcofagi nel IV-III sec. a.C. Le principali
sono quelle della Peschiera con un grande tumulo e la tomba del Dado (VI
sec. a.C.) che all'esterno è modellata come una abitazione con tetto a
doppio spiovente e cornici modanate, di Pian di Mola (dove se n'è
trovata un'altra simile con portico e adorna di statue), delle Scalette,
di Sasso Pizzuto, di S. Lazzaro, di S. Giusto, dell'Ara del Tufo, delle
Carcarelle e della Madonna dell' Olivo.
Quest'ultima
necropoli ospita oltre ad una serie di tombe arcaiche (VI sec. a.C.), gli
ipogei della famiglia Curuna
che hanno restituito ben 22 sarcofagi scolpiti e ricchi di corredi
bronzei e la famosa tomba della Regina.
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