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Il
periodo di massimo splendore andò dal VI secolo fino al IV secolo a.C.
quando lo spirito artistico degli Etruschi andò a fondersi con i Greci:
l'epoca cioè in cui gli etruschi cominciavano a perdere la propria
indipendenza politica a causa dei Romani.
Il
successo della loro agricoltura fu il risultato dell'applicazione di
nuove tecniche e procedimenti.
Dalla
terra ricavavano più o meno quanto si produce ancor oggi in queste
regioni: grano, uva, olivi, pecore e allevamento.
Costruirono
strade per permettere il traffico su ruote tra le città, ma anche tra
città e campagne. I lavori di idraulica, in alcuni casi non hanno
trovato termini di paragone su quelle terre. Prosciugarono paludi,
costruirono acquedotti e, soprattutto, scavarono chilometri e chilometri
di gallerie dentro al tufo alte fino ad un metro e mezzo e di varia
larghezza: cuniculi in latino (tane di coniglio).
Questi
cunicoli oltre ad essere usati per il rifornimento idrico urbano e per
gli scarichi, venivano usati per raccogliere le acque in cisterne o in
bacini naturali di riserva. In tal modo si potevano irrigare determinati
terreni o deviare i corsi d'acqua da una valle all'altra. TORNA
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