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Nel
V secolo la città diviene sede vescovile, privilegio che conserverà
per tutto il medioevo. Nel 569 Tuscania viene occupata dai Longobardi
e il suo possesso diviene oggetto di una lunga contesa tra gli occupanti
e i Bizantini. A partire dal VII secolo ha inizio la costruzione delle
due basiliche romaniche di S. Maria Maggiore e, più tardi,
di S. Pietro.
Quando
i Franchi pongono termine alla dominazione longobarda, la città entra a
far parte del patrimonio di S. Pietro. La donazione da parte di Carlo
Magno risale al 774. La bolla pontificia di Leone IV (852) riferisce
che, in questo periodo, il territorio della diocesi di Tuscania è
vastissimo. I suoi confini comprendono i territori di Blera, Vetralla,
Soriano , Bomarzo e Valentano. Solo con la fine del XII secolo si
avvertono i segnali di una lenta e inevitabile decadenza. A causa delle
ripercussioni economiche legate all'abbandono della via Clodia,
Tuscania, dopo l'occupazione di Federico Barbarossa, comincia a perdere
prestigio a spese della vicina Viterbo.
Nel 1192 l'attuale capoluogo di provincia viene elevato a diocesi, anche
se equiparata a Tuscania, dal pontefice Celestino III.
Nel
periodo comunale Tuscania esercita il proprio dominio su una zona
vastissima comprendente ben undici castelli tra cui quelli di Cellere,
Piansano, Canino, Tessennano, Ancarano, Acquabona, Carcarella e Montalto.
Nel 1222, a seguito della visita di S. Francesco d' Assisi, il libero
comune conosce un' improvvisa esplosione di sentimento religioso che si
manifesta nell' apertura sul territorio di numerosi monasteri. Ha inizio
il periodo delle aspre contese tra le famiglie guelfe e ghibelline. Per
tutto il XIII secolo Tuscania è coinvolta nella lotta tra i comuni e
l'impero. Disputa che culminerà nel 1245 con il ritorno al Papato e nel
1300 con la sottomissione della città al Campidoglio.
Nel
1301, approfittando del momentaneo periodo di difficoltà il castello di
Piansano si rende autonomo. Negli anni successivi a ribellarsi sono i
castelli di Cellere, Canino e Musignano. L'intervento di Roma
ristabilisce il dominio tuscaniese e tra i due comuni inizia un periodo
di collaborazione che durerà fino al 1329 anno in cui Tuscania torna a
far parte del patrimonio di S. Pietro.
Nel
XV secolo Tuscania sembra
tornare ai suoi antichi splendori. Il capitano di ventura Angelo Broglio
da Lavello detto "il Tartaglia", che durante il Concilio di
Costanza assunse la carica di Rettore del Patrimonio della Chiesa, vi
stabilisce la sua residenza costruendo e fortificando alcuni edifici e
realizzando un'ampia piazza d'armi.
Sul
finire del secolo, nel 1495, con il saccheggio ad opera dell' esercito
francese di Carlo VIII, Tuscania inizia il suo definitivo declino che
nei secoli successivi la vedrà rivestire un ruolo del tutto marginale
nei principali avvenimenti che si succederanno sul suo territorio. I
brevi cenni alla storia di Tuscania non possono non terminare con il
terribile terremoto del 6 febbraio 1971 che, oltre ai lutti e alle
tragedie, ha riportato alla luce un centro storico unico nel suo genere
e una cittadina tutt'ora alla ricerca di un equilibrato
modello di sviluppo.TORNA
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